Trasmissione telematica dei certificati di gravidanza


 


Terminato il periodo transitorio in cui era possibile per i medici del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionati ancora procedere al rilascio cartaceo dei certificati di gravidanza e di interruzione della gravidanza, la trasmissione degli stessi potrà avvenire esclusivamente in via telematica.


Il T.U. maternità/paternità, come successivamente modificato, ha demandato all’INPS la definizione delle modalità di trasmissione telematica del certificato medico di gravidanza e del certificato medico di interruzione della gravidanza. Tali certificati possono essere trasmessi telematicamente esclusivamente da un medico del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, collegandosi all’apposito servizio presente sul sito Inps nella sezione riservata ai “Medici certificatori”.
Al fine di consentire l’adeguamento alle suddette modalità di trasmissione, è stato riconosciuto un periodo transitorio di tre mesi, dalla data di pubblicazione della circolare Inps 04 maggio 2017 (con cui sono state fornite istruzioni sulla trasmissione) durante il quale era riconosciuta la possibilità per il medico di procedere al rilascio ancora cartaceo dei certificati di gravidanza e di interruzione della gravidanza. Conclusosi tale periodo, le modalità cartacee dunque non sono più utilizzabili.
La trasmissione telematica del certificato comporta che la donna non sia più tenuta a presentare all’Istituto il certificato di gravidanza o di interruzione della gravidanza in formato cartaceo. L’interessata potrà consultarli infatti sul sito istituzionale, previa identificazione con PIN o CNS o SPID.
I datori di lavoro, previa autenticazione con PIN o CNS, ed esclusivamente previo inserimento del codice fiscale della lavoratrice e del numero di protocollo del certificato fornito dalla stessa, potranno accedere agli attestati attraverso un’apposita applicazione esposta sul sito dell’Istituto.
I certificati di gravidanza e di interruzione della gravidanza trasmessi telematicamente potranno essere trattati direttamente dall’Inps ai fini dell’accertamento del diritto a prestazioni economiche erogate dall’Istituto stesso.
Il medico certificatore deve rilasciare alla donna il numero univoco di certificato assegnato dal sistema, potendo eventualmente fornire alla stessa anche una copia cartacea del certificato medico di gravidanza o di interruzione della gravidanza; delle rispettive attestazioni, prive della settimana di gestazione.
In caso di errata trasmissione di un certificato, il medico potrà procedere al suo annullamento attraverso la stessa applicazione utilizzata per la trasmissione, entro la mezzanotte del giorno seguente alla data di trasmissione.
Decorso il predetto termine, la cancellazione logica dei certificati acquisiti dall’Istituto sarà possibile esclusivamente previa presentazione alla sede territoriale INPS di competenza di una richiesta di annullamento.
Nei casi si annullamento, sarà cura della sede di competenza verificare e riesaminare le eventuali prestazioni erogate sulla base del certificato per il quale è pervenuta la richiesta di annullamento, che dovrà essere opportunamente archiviata.
 

Rinnovato il CIPL Edilizia Industria Taranto



Siglato il 28/7/2017, tra l’ANCE Taranto Sezione Costruttori Edili di Confindustria Taranto e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL, la FILLEA-CGIL, l’accordo di rinnovo per i dipendenti delle imprese edili di Taranto, con decorrenza dall’1/7/2017 al 31/12/2019.


Sistema Edilizia Taranto


Le parti riconoscono la necessità ed il valore del presentarsi, all’intera comunità territoriale, come sistema integrato di imprese, lavoratori ed enti strumentali per l’attuazione delle politiche di settore.
A tal fine, attraverso la condivisione di una apposita carta unitaria dei servizi, si promuove la costituzione di un SISTEMA EDILIZIA TARANTO, riconoscibile attraverso uno specifico marchio unitario che lo rappresenta.
Le parti si impegnano, nell’ambito delle iniziative unitarie che si intenderanno intraprendere per il sostegno e lo sviluppo del settore, ad utilizzare tale marchio, unitamente a quelli delle singole organizzazioni ed enti bilaterali provinciali, come segno di impegno comune ed unitario. Attraverso la carta dei servizi unitaria, le parti promuoveranno l’adesione al sistema di imprese e lavoratori e, attraverso specifiche azioni, potranno diffondere i servizi del sistema per accrescere il valore dell’adesione ed il senso di appartenenza.


E.V.R. – Elemento variabile della retribuzione


In applicazione di quanto stabilito dal vigente CCNL, in provincia di Taranto viene confermato l’Elemento Variabile della Retribuzione EVR, quale premio variabile che tiene conto dell’andamento congiunturale del settore, correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e senza incidenza diretta e/o indiretta sui singoli istituti retributivi previsti dalle norme di legge e di contratto, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.
L’EVR è pari al 4% dei minimi tabellari in vigore alla data dell’1/7/2014.
L’EVR viene definito utilizzando i seguenti quattro indicatori, con i relativi pesi ponderali espressi in termini percentuali.



















Indicatore

Livello

Peso ponderale

Numero Lavoratori iscritti in Cassa Edile Nazionale 20%
Monte Salari denunciato in Cassa Edile Nazionale 25%
Ore di Lavoro denunciate in Cassa Edile Nazionale 25%
Totale domande definite CIG Edilizia da dati INPS Territoriale 30%


Per la determinazione dell’E.V.R., secondo quanto stabilito dal vigente CCNL., si prenderà a riferimento il valore assunto dai suddetti indicatori nei seguenti intervalli temporali:


– prima annualità 1/6/2017 – 31/5/2018
media triennio 2016/2015/2014 con media triennio 2015/2014/2013


– seconda annualità 1/6/2018 – 31/5/2019
media triennio 2017/2016/2015 con media triennio 2016/2015/2014


– terza annualità 1/6/2019 – 31/5/2020
media triennio 2018/2017/2016 con media triennio 2017/2016/2015


L’Elemento Variabile della Retribuzione definito, per il periodo di vigenza del presente contratto territoriale, nella misura del 30% dell’EVR concordato (4% dei minimi tabellari in vigore alla data dell’1/7/2014), è individuato dalle seguenti tabelle.


IMPIEGATI



























Livello

 

Quadri  
7° livello 19,5685
6° livello 17,6115
5° livello 14,6762
4° livello 13,6981
3° livello 12,7195
2° livello 11,4476
1° livello 9,7843


OPERAI















Livello

 

4° livello 0,079
3° livello 0,073
2° livello 0,066
1° livello 0,056


Indennità di trasporto ed indennità sostitutiva di mensa


A partire dall’1/6/2017, l’indennità per gli operai a titolo di concorso nelle spese di trasporto sostenute per recarsi dall’abitazione al posto di lavoro o nel diverso luogo di raccolta stabilito dall’impresa e viceversa, è fissata nella misura di € 0,18 per tutte le ore di lavoro normale effettivamente prestate.
L’indennità sostitutiva di mensa corrisposta al lavoratore, a partire dall’1/6/2017, viene stabilita nella misura di € 0,32 per tutte le ore di lavoro normale effettivamente prestate.

Nuova regolamentazione delle collaborazioni nei Call center


Siglato, nel comparto delle telecomunicazioni, l’accordo che disciplina le collaborazioni nelle attività di vendita, servizi e recupero crediti realizzati dai call center outbound.

L’intesa, che ha validità sino al 31/12/2020, prevede:


– il riconoscimento del 2° livello di inquadramento del CCNL TLC al Collaboratore, con la corresponsione delle seguenti percentuali:


   – 80% fino al 31/3/2019
   – 90% fino al 31/3/2020
   – 100% dal 1/4/2020
– che in caso di stipula di nuovi contratti di collaborazione, l’azienda dovrà tenere conto prioritariamente con delle richieste avanzate dai collaboratori già impiegati con contratto di collaborazione, presso la stessa unità produttiva o Azienda se coincidente, nonché di coloro che attraverso la successione di più contratti abbiano maturato un periodo minimo di attività di 4 mesi.


– la possibilità per il Committente di poter cessare il contratto del Collaboratore prima della scadenza del termine pattuito e anche prima della realizzazione del progetto conferito, nei soli casi di giusta causa o oggettiva inidoneità professionale. Mentre, a sua volta il collaboratore potrà interrompere il contratto qualora si verificheranno ritardi nella corresponsione del compenso oppure il mancato rispetto da parte del committente di quanto previsto nel presente Accordo o dalla legge.


Apprendisti professionalizzanti – CCNL Anaste: ridotta la durata per alcuni livelli



Ridotto il periodo di apprendistato professionalizzante per alcuni livelli del personale dipendente dalle realtà del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo, a seguito della firma del nuovo CCNL.


La durata massima dell’apprendistato professionalizzante è stabilita, in base al nuovo testo contrattuale, nel modo seguente:
– 32 mesi per i livelli 1°, 2°, 3°, 4° e 5°;
– 36 mesi per i livelli 6°, 7°, 8°, 9° e 10° (prima era stabilita in 40 mesi).


Pertanto, queste risultano essere le nuove tabelle retributive vigenti per gli Apprendisti Professionalizzanti assunti dall’1/1/2017







































































































Livello

Da mese

A mese

Minimo all’1/1/2017

1 1 20 996,79
21 32 1.052,16
2 1 20 1.069,65
21 32 1.129,08
3 1 20 1.144,93
21 32 1.208,53
4 1 20 1.201,98
21 32 1.268,75
5 1 20 1.259,66
21 32 1.329,64
6 1 28 1.305,30
29 36 1.377,81
7 1 28 1.348,82
29 36 1.423,76
8 1 28 1.361,64
29 36 1.437,28
9 1 28 1.456,96
29 36 1.537,91
10 1 28 1.517,48
29 36 1.601,79

Edilizia Industria: rinnovato il Cipl di Belluno

Siglato, il giorno 1/8/2017, tra la Associazione degli Industriali della provincia di Belluno e la FENEAL-UIL la FILCA-CISL, la FILLEA-CGIL territoriali, il CIPL da valere per i dipendenti delle imprese edili ed affini operanti in provincia di Belluno, integrativo del CCNL 1/7/2014

Si propone una sintesi relativa alle novità introdotte dal nuovo contratto.


Decorrenza e durata
Il presente CIPL decorre dall’1/9/2017 al 31/12/2019, intendendosi annualmente prorogato oltre tale data in assenza di disdetta operata anche da una sola delle parti firmatarie entro il mese di novembre di ciascun anno. Con esclusivo riferimento agli istituti EVR e PAIE, gli stessi verranno comunque a cessare con la data del 31/12/2019 esclusa ogni proroga tacita.


Indennità per lavori in alta montagna
E’ così stabilita:
– per lavori eseguiti oltre i 1000 metri sul livello del mare e fino a 1300 metri il 8%;
– per lavori eseguiti oltre i 1301 metri sul livello del mare e fino a 2000 metri il 15%;
– per lavori eseguiti oltre i 2000 metri il 20%.


Misura della trasferta
Le misure, sostitutive di quelle in atto, sono, a far data dall’entrata in vigore del presente accordo, le seguenti:
a) per distanze comprese tra i 0 e i 20 chilometri dai confini territoriali, una indennità giornaliera pari al 8,5%
b) per distanze comprese tra i 21 e i 35 chilometri dai confini territoriali, una indennità giornaliera pari al 16,5%
c) per distanze comprese tra i 36 e i 50 chilometri dai confini, una indennità giornaliera pari al 18%
d) per distanze superiori ai 50 chilometri dai confini territoriali una indennità giornaliera pari al 20%
della paga oraria determinata sugli elementi di cui al punto 3 dell’art. 24 del CCNL vigente, moltiplicato 8.


Mezzi di trasporto
Nel caso di utilizzo di mezzi di trasporto da parte del lavoratore per recarsi al cantiere assegnato, le parti hanno individuato i seguenti casi secondo un ordine avente carattere, per quanto possibile di priorità.


a) Mezzi dell’Impresa
Nel caso in cui l’Azienda decida di effettuare il trasporto degli operai con mezzi propri, nulla è dovuto oltre a quanto previsto dal precedente punto 1), salvo per il lavoratore che guida il mezzo dell’Impresa al quale viene riconosciuta un’indennità chilometrica di € 0,14/km.


b) Mezzi del lavoratore (per conto impresa)
Qualora l’impresa convenga di effettuare il trasporto con automezzo di proprietà di un operaio, ai lavoratori trasportati (almeno tre, compreso il proprietario dell’automezzo) compete il trattamento di cui al precedente punto 1) salvo per l’autista che beneficerà inoltre dei seguenti trattamenti:
– rimborso chilometrico pari ad 1/4/ del costo della benzina;
– indennità chilometrica di € 0,14/km.


c) Mezzi pubblici
Nel caso che l’impresa non metta a disposizione idonei mezzi di trasporto, agli operai stessi spetta il rimborso della spese di viaggio sostenute sulla base del costo dei servizi pubblici, previa presentazione di idonea documentazione.


d) Mezzi del lavoratore
Nell’ipotesi in cui il servizio pubblico sia assente nella tratta considerata, oppure si sviluppi in orari non compatibili con le esigenze dell’operaio e dell’Impresa, il lavoratore, previa autorizzazione dell’impresa, potrà utilizzare il mezzo proprio beneficiando del rimborso chilometrico calcolato sulla base di 1/4 del prezzo di un litro di benzina.


Pernottamento in loco
Tutte le misure indicate al punto 1. del presente articolo, non sono dovute nel caso di pernottamento in loco disposto dall’Impresa il cui vitto e alloggio sia sostenuto dalla stessa, fatto salvo il riconoscimento all’operaio addetto alla guida del mezzo:
– se il mezzo è aziendale: all’operaio che lo guida spetta una indennità chilometrica di € 0,14/km;
– se il mezzo è del lavoratore e questi lo guida per conto dell’Impresa al suddetto compete il rimborso chilometrico calcolato sulla base di 1/4 del prezzo di un litro di benzina super, nonché l’indennità chilometrica di € 0,14/km;
– se il mezzo è del lavoratore (con massimo di due trasportati, compreso il proprietario) l’operaio alla guida beneficerà del solo rimborso chilometrico calcolato come al paragrafo precedente.
Infine, le parti convengono che agli operai che si trovano nella condizione di pernottamento in loco, sarà riconosciuto, un importo per ogni giornata di effettiva prestazione lavorativa in trasferta di € 11,00.


Elemento Variabile della Retribuzione – EVR
A copertura economica del periodo decorrente dall’1/1/2017 al 31/12/2019 l’Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) per la provincia di Belluno sarà determinato, tenendo conto delle variazioni temporali, su base triennale, degli indicatori/parametri territoriali richiamati nel CIPL e delle loro incidenze ponderali in termini percentuali.
L’importo orario dell’Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) a livello provinciale sarà determinato, per gli impiegati, gli operai e per gli apprendisti impiegati ed operai, nella misura oraria massima corrispondente al 4% dei minimi mensili di paga in vigore all’1/7/2014 divisi per il coefficiente 173 per il periodo decorrente dall’1/1/2017 fino a tutto il 31/12/2017, qualora dovesse risultare una variazione pari o positiva per tutti gli indicatori/parametri considerati.
Qualora la variazione pari o positiva non dovesse risultare per tutti gli indicatori/parametri considerati, ma dovesse comunque risultare pari o positiva per almeno due degli stessi, il predetto importo orario verrà ridotto a una misura percentuale dello stesso pari alla somma delle incidenze percentuali relative agli indicatori/parametri per i quali risulterà una variazione pari e/o positiva, quindi in misura non inferiore al 50%, pari quindi al 2% dei minimi mensili di paga in vigore all’1/7/2014 divisi per il coefficiente 173.
Le Parti Sociali provinciali si incontreranno entro il mese di Maggio di ciascun anno per il calcolo e la verifica degli indicatori/parametri e per la determinazione in via definitive dell’Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) per la provincia di Belluno per l’anno 2017, in conformità alle previsioni contenute negli art. 12 e 38 dell’Accordo di rinnovo del CCNL 1/7/2014.


Premio Aziendale Imprese Edili
Si conferma per la durata del presente accordo l’erogazione del PAIE (Premio Aziendale Imprese Edili).
Tale premio annuo verrà riconosciuto dall’impresa al solo personale operaio, che abbia svolto presso la stessa impresa nel periodo di riferimento (1° gennaio -31 dicembre) un periodo di servizio pari ad almeno 140 giornate di effettiva prestazione lavorativa.
Il premio verrà riconosciuto nella misura lorda ed onnicomprensiva di €3,00 (tre/00) per ogni giornata di effettiva prestazione lavorativa a decorrere dalla 141.a giornata.


Reperibilità aziendale
Per l’effettivo svolgimento dei turni di reperibilità le aziende riconosceranno al lavoratore un compenso specifico, avente natura retributiva, pari ad euro 10,00 (dieci/00) lordi per ogni giorno di effettiva reperibilità.

Novità nella gestione delle domande del bonus asilo nido


Dal prossimo 7 agosto, ci saranno alcune novità nell’applicativo di gestione delle domande del bonus asilo nido.


In particolare:
– variazione dei dati aziendali dell’asilo riportati nella domanda già protocollata e inserimento di quelli riportati nella fattura/ricevuta, accessibile sotto la funzionalità “Allegati Domande”, all’atto dell’allegazione della documentazione di spesa;
– variazione delle modalità di pagamento solo per le domande già protocollate (obbligo di allegare il modulo SR163 se si variano i dati IBAN), accessibile sotto la nuova funzione “comunicazioni”;
– annullamento della domanda protocollata, accessibile sotto la nuova funzione “comunicazioni”.
Sarà inoltre possibile, successivamente all’invio di una comunicazione, visualizzare lo stato di lavorazione con la funzionalità “consultazione comunicazioni”.


Si ricorda che, il bonus – pari ad un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a 11 mensilità – è riconosciuto per i nati a decorrere dal 1° gennaio 2016, ed è finalizzato al pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché all’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei 3 anni, affetti da gravi patologie croniche, è attribuito, a partire dall’anno 2017.
In particolare, relativamente alla frequenza di un asilo nido pubblico o privato autorizzato, il buono annuo di 1000 euro è parametrato per ogni anno di riferimento a 11 mensilità da corrispondere in base alla domanda del genitore richiedente.
Dal 17 luglio 2017 le domande devono essere trasmesse all’Inps esclusivamente in via telematica mediante una delle seguenti modalità:
– WEB – Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto. Parimenti, il cittadino potrà utilizzare, per l’autenticazione, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
– Contact Center Integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
– Enti di Patronato attraverso i servizi offerti dagli stessi.

Parte economica del CCRL metalmeccanica artigianato Veneto


Parte economica del CCRL metalmeccanica artigianato Veneto



In sintesi, si indicano le novità introdotte dal punto di vista economico dall’accordo di rinnovo del contratto regionale per i dipendenti delle imprese artigiane della regione Veneto.

Le uniche novità introdotte dal nuovo CCRL, dal punto di vista economico, riguardano:

– l’Elemento Regionale Transitorio (ERT) che sarà erogato per le ore effettivamente lavorate dal 1/8/2017 e sino al 31/3/2018. Dopo di che dall’1° aprile 2018 verrà rimodulato il valore dell’ERT per tutti i lavoratori e verrà istituita una quota di adesione contrattuale, mantenendo inalterati i costi per l’azienda;

– l’introduzione degli obblighi di comunicazione verso i lavoratori da parte dell’impresa che non adempie ai versamenti ad EBAV e/o a SANI IN VENETO. L’azienda dovrà, infatti, consegnare al dipendente in forza, o, se neo assunto, al momento dell’assunzione, l’informativa di tutte le prestazioni e degli eventuali successivi aggiornamenti. Il lavoratore, a sua volta dovrà sottoscrivere una dichiarazione attestante il ricevimento della documentazione in questione.


Mobilità in deroga nelle aree di crisi di Rieti o Frosinone


Entro il 31 agosto 2017 possono essere presentate le istanze di mobilità in deroga, da coloro che terminano la mobilità ordinaria o in deroga entro il 30/9/2017 ed operano in un’impresa ubicata in una delle aree di crisi industriale complessa di Rieti o Frosinone.

L’accordo quadro siglato il 17/7/2017 sugli ammortizzatori sociali per area di crisi industriale complessa di Rieti o Frosinone è finalizzato all’utilizzo delle risorse per il finanziamento dell’indennità di mobilità in deroga al fine di far fronte all’emergenza rappresentata dal numero rilevante di lavoratori che operavano in un’impresa ubicata in una delle aree di crisi industriale complessa di Rieti o Frosinone e che nel corso del 2017 terminano un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga.
Il trattamento di mobilità in deroga può avere una durata massima di 12 mesi e può essere riconosciuto senza soluzione di continuità rispetto al precedente trattamento di mobilità ordinaria o in deroga con scadenza nel periodo 1/1/2017 – 31/12/2017.
Le istanze di mobilità in deroga possono essere presentate entro il 31/8/2017, per coloro che terminano la mobilità ordinaria o in deroga entro il 30/9/2017.
Il lavoratore che intende beneficiare della indennità di mobilità in deroga, deve recarsi presso una organizzazione sindacale per l’attivazione della relativa procedura, dichiarando:
– di essere beneficiario di un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga alla data del 1 gennaio 2017 a causa di un licenziamento intimato da una Società avente unità produttive ubicate in uno dei Comuni rientranti nell’area di crisi industriale complessa di Rieti o di Frosinone;
– la data di cessazione del precedente trattamento di mobilità ordinaria o in deroga che comunque deve essere ricompresa nell’intervallo temporale 1/1/2017 – 31/12/2017;
– di essere disponibile ad accettare la Politica Attiva offerta durante il periodo di fruizione della mobilità in deroga, pena la decadenza della stessa.
Il trattamento di mobilità in deroga è condizionato all’attivazione di un percorso di politica attiva finalizzato al reinserimento occupazionale pena la decadenza dal beneficio dell’ammortizzatore sociale.
Il lavoratore richiedente il trattamento di mobilità in deroga deve aderire al percorso di politica attiva offerto dalla regione Lazio secondo le modalità e i tempi che verranno individuate nel format di richiesta del trattamento scaricabile dalla piattaforma www.portalavoro.regione.lazio.it.


Audizione informale dopo il licenziamento: illegittimità


Il colloquio informale, in caso di licenziamento per giusta causa del lavoratore, non assolve il pieno esercizio del diritto di difesa di quest’ultimo.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore licenziato per giusta causa per gravissimo abuso di fiducia e lesione del patrimonio aziendale.
Nel ritenere illegittimo il licenziamento, i giudici hanno affermato la violazione dell’art. 7 dello statuto dei lavoratori in quanto il dipendente aveva fornito per iscritto le proprie giustificazioni ed aveva espressamente richiesto di essere ascoltato sui fatti addebitati, mentre il licenziamento era stato adottato senza la previa audizione.
Secondo la Corte Suprema, il colloquio informale avvenuto dopo la ricezione della lettera di contestazione non poteva ritenersi equipollente alla audizione perché avvenuto prima ancora della lettera di giustificazioni inviata dal lavoratore il giorno successivo e perché in sede di audizione il lavoratore medesimo avrebbe potuto farsi assistere da un rappresentante sindacale.
Dunque, il colloquio informale, per le modalità temporali in cui era avvenuto nella specie, non avrebbe potuto essere ritenuto equipollente ad una audizione espletata dopo una accurata e meditata conoscenza delle contestazioni disciplinari rispetto alle quali il Legislatore, in via generale, concede un termine di 5 giorni per difendersi.
In conclusione, non è adeguato il colloquio informale ad assolvere il pieno esercizio del diritto di difesa, in quanto a fronte di una richiesta contenuta nelle giustificazioni presentate il giorno successivo e, quindi, tempestivamente, in cui si precisava di essere in attesa di convocazione, la locuzione adoperata dal ricorrente – “finanche” – non avrebbe potuto avere altro significato che quello di volere essere ascoltato sui fatti addebitati.

Approvato in via definitiva il DDL concorrenza: novità per la previdenza complementare


Il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge annuale sul mercato e la concorrenza, nel testo identico a quello approvato dalla Camera. Fra le disposizioni, alcune modifiche alla disciplina delle forme pensionistiche complementari.


Il Legislatore, nel dettaglio, interviene sui profili:
– della destinazione alle forme pensionistiche complementari degli accantonamenti relativi al trattamento di fine rapporto. Si prevede che gli accordi collettivi concernenti le forme pensionistiche complementari possano anche stabilire una percentuale minima degli accantonamenti relativi al trattamento di fine rapporto maturando da destinare alle forme in oggetto e che, in assenza di indicazione da parte degli accordi, la percentuale del conferimento sia pari al 100%;
– del diritto all’anticipo della prestazione nel caso di cessazione dell’attività lavorativa. Il Legislatoremodifica la norma sul diritto all’anticipo della prestazione pensionistica complementare nel caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore ad un determinato limite, pari a 24 mesi (in luogo dei 48 attualmente previsti). Inoltre, nel confermare che il diritto all’anticipo sia consentito fino a 5 anni prima del conseguimento dei requisiti per l’accesso alle prestazioni nel regime pensionistico obbligatorio di appartenenza, introduce la possibilità che lo statuto ed il regolamento della forma pensionistica complementare elevino il medesimo limite fino a 10 anni. Inoltre, l’ordinamento interno della forma pensionistica complementare può limitare il diritto all’anticipo ad una parte della prestazione e l’aderente può richiedere la liquidazione in forma di rendita temporanea, fino al conseguimento dei requisiti di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza;
– dei riscatti della posizione individuale maturata e del relativo regime tributario. Il nuovo intervento normativo stabilisce, con riferimento all’esercizio della facoltà di riscatto totale della posizione individuale maturata per i casi di invalidità permanente, che tale facoltà non può essere esercitata non solo nel quinquennio precedente la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche complementari, ma anche nel maggior periodo (fino ad un massimo di 10 anni) eventualmente fissato dallo statuto o dal regolamento della forma pensionistica complementare.


Si prevede, infine, la convocazione di un tavolo di consultazione per avviare un processo di riforma delle forme pensionistiche complementari – al fine di aumentarne l’efficienza, nonché di favorire l’educazione finanziaria e previdenziale – da convocarsi, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento in esame.