CdM: approvate misure urgenti a tutela dei lavoratori delle aziende in crisi


 


Il Consiglio dei Ministri, riunitosi giovedì 15 luglio 2021, ha approvato misure urgenti a tutela dei lavoratori delle aziende in crisi. Fra gli altri provvedimenti è stato, poi, approvato in esame preliminare un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce norme per l’organizzazione e il funzionamento degli Uffici dell’Avvocatura dello Stato ed un decreto-legislativo che introduce norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni delle direttive europee in tema di distribuzione transfrontaliera degli Organismi d’investimento collettivo.

TUTELA DEI LAVORATORI
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro, ha approvato misure urgenti a tutela dei lavoratori delle aziende in crisi. Il testo prevede due norme: l’esonero dal pagamento delle quote di Tfr e una integrazione della cassa Covid.
Con riferimento alla prima disposizione, si tratta di una estensione dell’efficacia della misura di cui all’articolo 43-bis del decreto-legge n. 109/2018. La proposta normativa consente alle imprese in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, che richiedono dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 il trattamento straordinario di integrazione salariale, la possibilità di essere esonerate dal pagamento delle quote di accantonamento del Tfr relative alla retribuzione persa a seguito della riduzione oraria o sospensione dal lavoro e dal cosiddetto contributo di licenziamento.
Per quanto concerne, invece, la seconda misura introdotta, la norma prevede, in via eccezionale, per le imprese con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a mille che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale, la concessione del trattamento di integrazione salariale di cui all’articolo 8, comma 1 del decreto 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 20221, n. 69, per una durata massima di ulteriori tredici settimane fruibili fino al 31 dicembre 2021.


ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DELL’AVVOCATURA DELLO STATO
Il Consiglio dei Ministri ha, poi, approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce norme per l’organizzazione e il funzionamento degli Uffici dell’Avvocatura dello Stato, delineando poteri e funzioni di tale nuova figura, prevedendo sei uffici dirigenziali non generali.
Tra le varie novità, si prevede che la dotazione organica del personale amministrativo dell’Avvocatura dello Stato venga definita tenendo conto anche del numero di affari contenziosi e consultivi aperti nell’ultimo triennio e di ulteriori parametri quali gli effettivi carichi di lavoro. Inoltre, per consentire all’Avvocatura dello Stato di dotarsi di una struttura che monitori l’evoluzione normativa e giurisprudenziale e fornisca agli avvocati e procuratori dello Stato gli strumenti necessari a svolgere l’attività professionale, è istituito il “Servizio studi e formazione professionale”.
Infine, viene disciplinata la figura del responsabile per la transizione digitale e si introducono la figura del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e quella del responsabile della protezione dei dati personali.


DISTRIBUZIONE TRANSFRONTALIERA DEGLI ORGANISMI D’INVESTIMENTO COLLETTIVO
Il Consiglio dei Ministri ha altresì approvato, in esame preliminare, un decreto-legislativo che introduce norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni delle direttive europee in tema di distribuzione transfrontaliera degli Organismi d’investimento collettivo. Il provvedimento, costituito da sette articoli, introduce la nozione di “pre-commercializzazione”, che consiste nel fornire informazioni e comunicazioni su strategie o su idee di investimento da parte di una società di gestione del risparmio o di un gestore di fondi di investimento alternativi ai potenziali investitori professionali. La norma interviene sul decreto legislativo n. 58 del 1998 (testo unico finanza – TUF) per adeguare l’ordinamento nazionale alle novità introdotte dalla direttiva 2019/1160 e dal regolamento 2019/1156, in materia di distribuzione transfrontaliera degli organismi di investimento collettivo e introdurre disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 17.