Inps, recupero crediti verso l’autore dell’omicidio del partner e sospensione dell’azione di surroga


Con circolare n. 109/2021, l’Inps illustra la disciplina in materia di recupero dei crediti vantati nei confronti dell’autore di un delitto di omicidio del partner e del divieto per il triennio 2020-2022 di esperire procedure esecutive nei confronti dei beni ereditari trasmessi ai figli dell’autore del reato, incidente sull’esercizio da parte dell’Istituto dell’azione surrogatoria di recupero dei trattamenti di pensioni, dell’indennità di malattia e delle prestazioni assistenziali erogate agli invalidi civili.


L’esercizio dell’azione surrogatoria per il recupero di prestazioni pensionistiche consente all’Inps di intervenire o di agire in via diretta per il recupero, dai terzi responsabili e/o dalle loro compagnie di assicurazione, delle prestazioni erogate o da erogare nelle diverse ipotesi di accertata inabilità o invalidità dell’assicurato (art. 14, L. 12 giugno 1984, n. 222).
Tuttavia, per il triennio 2020- 2022, i crediti vantati dallo Stato o da Istituti previdenziali e/o assicurativi pubblici nei confronti degli autori di un delitto di omicidio del partner (inteso come coniuge, anche legalmente separato, altra parte dell’unione civile, persona stabilmente convivente o legata da relazione affettiva), sorti in conseguenza della commissione del reato medesimo, non sono imputabili ai beni ereditari trasmessi ai figli minori oppure maggiorenni non economicamente autosufficienti, nati dalle predette relazioni, purché estranei alla condotta delittuosa (art. 1, commi da 486 a 489, L. 27 dicembre 2019, n. 160). L’esclusione è dettata al fine della tutela dei figli dell’autore del reato di omicidio del partner, a loro volta da considerarsi vittime dell’evento delittuoso.
I destinatari del divieto di esperire procedure esecutive nei confronti dei beni ereditari trasmessi ai figli, minori oppure maggiorenni non economicamente autosufficienti, dell’autore del reato, a sua volta deceduto, sono lo Stato, gli Istituti previdenziali e/o assicurativi pubblici, nonché gli Enti previdenziali privatizzati (D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509; D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103).
Quanto alla definizione dei crediti, il riferimento a quelli vantati dai soggetti sopra individuati, sorti in conseguenza della commissione del reato, compresi o pendenti nell’arco temporale 2020-2022. In essi vanno ricompresi gli importi dovuti dall’Inps in caso di riconoscimento di indennità di malattia, pensione di inabilità o di assegno ordinario di invalidità, prestazione di invalidità civile allorché l’evento posto a base delle accertate patologie dipenda da fatto imputabile a responsabilità di terzi.
Orbene, durante il predetto triennio, le Strutture territoriali devono sospendere nei confronti dei predetti figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, la trattazione in sede amministrativa delle eventuali pratiche di surroga, avendo invece cura, al fine della soddisfazione dei crediti in parola, di presentare domanda di accesso al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti, nonché agli orfani per crimini domestici, indirizzata all’Ufficio del Commissario presso il Ministero dell’interno e, per conoscenza, alla Prefettura.
Altresì, le Sedi territoriali sono tenute ad adottare periodicamente atti interruttivi della prescrizione rivolti al Fondo citato. Al riguardo, se il fatto che ha originato l’azione surrogatoria è previsto dalla legge come reato, all’azione surrogatoria si applica il medesimo termine di prescrizione previsto per il reato stesso, salvi i casi di estinzione del reato e di sentenza irrevocabile intervenuta nel giudizio penale.